FAQ 001 - Perchè la quota fissa non è più fissa, ma cambia di anno di anno?
Il motivo per cui è fondamentale la diagnosi energetica nella contabilizzazione non risiede tanto nella valutazione del prospetto a preventivo, ma nella valutazione del consumo involontario per la singola stagione di ripartizione delle spese. In tutti i casi di ripartizione indiretta ovvero contabilizzazione con ripartitori infatti, la nuova norma UNI 10200:2018 obbliga al calcolo del fattore d’uso ogni anno.
Questo significa che, quella che ritenevamo essere una quota fissa non è più fissa, ma cambia di anno in anno. 
Se nel caso di contabilizzazione diretta il consumo involontario viene calcolato per differenza tra fabbisogno in uscita dal generatore e consumo volontario, nel caso di contabilizzazione indiretta deve essere invece determinato come frazione dell’energia prodotta dalla centrale Q gn,out
La quota da attribuire al consumo involontario non è più una quota fissa, calcolata una tantum dalla percentuale K inv del prospetto 10 della norma precedente, ma deve essere stimato un fattore d’uso fX,uso per quantificarne l’appropriata frazione f X,inv:
Q X,inv = Q X,tot × f X,inv [kWht] 
dove: 
Q X,tot = consumo totale [kWht]
Il fattore d’uso rappresenta il grado di occupazione e dell’edificio: l’incidenza del consumo involontario rispetto al totale sarà tanto maggiore quanto minore è il fattore d’uso e dunque quanto più lontano è l’edificio dalla sua piena occupazione. 
Oltre a non lasciare più spazio ad interpretazioni come la precedente norma, questa delucidazione non influisce solamente in previsionale ma anche nei prospetti a consuntivo. Infatti per le stagioni successive alla prima consente di ripartire le spese in modo molto più accurato e di valutare di anno in anno il fattore d’uso f X,uso dell’edificio considerando anche gli interventi sulle unità immobiliari.

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