Comunità energetica in condominio: vantaggi del fotovoltaico

Quanto conviene costituire una comunità energetica in un condominio partendo da un nuovo impianto fotovoltaico? Per rispondere occorre uno studio di fattibilità che dia il valore economico dell’energia e i tempi di ritorno degli investimenti. Vediamo quindi come si effettua questo studio con il software TERMOLOG, sia con sia senza Superbonus.

Comunità energetica in condominio: vantaggi del fotovoltaico
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Cos’è una comunità energetica

Prima di analizzare il nostro caso studio, vale la pena ricordare che cos’è una comunità energetica.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono in pratica delle aggregazioni di utenti, che possono produrre energia elettrica con impianti a fonti rinnovabili dalla potenza massima di 200 kWp.

Le comunità energetiche sono quindi un insieme di persone che condividono e scambiano energia pulita, proveniente per l’appunto da fonti rinnovabili.

I partecipanti devono utilizzare la rete di distribuzione esistente. L’autoconsumo istantaneo può avvenire anche tramite l’impiego di sistemi di accumulo realizzati nel perimetro della comunità o nell’edificio condominiale per l’autoconsumo collettivo. Il fotovoltaico con annesso sistema di accumulo sembra quindi la più soluzione più immediata per realizzare un Comunità Energetica Rinnovabile di autoconsumo collettivo.

Cos’è la comunità energetica condominiale

Veniamo quindi alla comunità energetica in condominio. Il perimetro della comunità è naturalmente individuato dal territorio del complesso e dagli edifici che lo compongono. Si parla quindi di autoconsumo collettivo o comunità energetica condominiale quando i partecipanti alla comunità energetica e l’impianto di produzione rinnovabile, si trovano nello stesso edificio o nell’area afferente il condominio.

Attenzione: non è tuttavia necessario che tutti i condòmini aderiscano. Sono sufficienti due partecipanti (due utenti finali distinti) che agiscono in modo coordinato – dietro stipula di un accordo privato – e che si trovano nello stesso edificio/condominio.

Fotovoltaico, comunità energetiche e condominio: lo studio di fattibilità

Per capire quanto è conveniente costituire una comunità energetica in condominio è necessario innanzi tutto predisporre uno studio di fattibilità. Questo studio inizia sempre dall’inquadramento dell’edificio. Nel caso che prendiamo in esame si vuole installare un impianto fotovoltaico: l’edificio quindi deve essere connesso alla rete. La connessione alla rete elettrica nazionale e un impianto fotovoltaico nuovo sono requisiti fondamentali per le CER e per il Superbonus.

La comunità energetica condominiale infatti non può essere costituita per:

  • gli edifici stand alone
  • gli impianti con contratti di scambio sul posto
  • gli impianti fotovoltaici già esistenti.

Infine, l’impianto deve essere certamente sempre ben dimensionato perché l’obiettivo primario è massimizzare l’energia condivisa. Ricordiamo che si tratta di una condivisione virtuale dell’energia, non reale. Il calcolo dell’energia condivisa è fatto considerando, ad ogni ora, il minimo tra l’energia elettrica immessa in rete e quella consumata da tutti i condòmini che aderiscono alla comunità.

Lo studio di fattibilità viene effettuato inserendo tutti i dati a nostra disposizione in TERMOLOG. Tra le sue varie funzioni il software permette di fare diverse simulazioni energetiche. Troviamo infatti anche lo studio di fattibilità per le comunità energetiche condominiali.

Per simulazioni energetiche e studi di fattibilità

I pannelli fotovoltaici nella comunità energetica in condominio

L’impianto da installare è alloggiato su una copertura verso Sud con una inclinazione di 40°. Vogliamo installare moduli fotovoltaici per una potenza complessiva di 20kW, che equivalgono a circa 130 mq di superficie coperta da moduli in silicio monocristallino con efficienza pari a 0,15 kW/mq.

Perché la scelta di 20 kW? Semplicemente perché 20 kW è il limite massimo di incentivazione per il Superbonus. Oggi infatti, i lavori in Superbonus riguardano principalmente i condomìni. Pertanto, è necessario ricordare che partecipare al bonus 110% non significa perdere il contributo per l’autoconsumo collettivo rinnovabile. Superbonus e comunità energetiche possono coesistere, a meno della quota incentivo di 100 €/MWh.

Modello 3D di TERMOLOG - Si nota il modello di Condominio realizzato con l'input grafico di TERMOLOG, comprensivo dei pannelli fotovoltaici in copertura per la creazione della comunità energetica
Modello 3D di TERMOLOG – Si nota il modello di Condominio realizzato con l’input grafico di TERMOLOG, comprensivo dei pannelli fotovoltaici in copertura

Una valida alternativa al Superbonus negli impianti fotovoltaici è il Bonus Ristrutturazioni al 50%. Quando si installa un impianto fotovoltaico in un condominio e si opta per la creazione di una comunità energetica, la scelta solitamente ruota intorno a queste due casistiche.

La valorizzazione dell’energia nell’ACCR (collettività di autoconsumo condominiale) e gli incentivi offerti dal Superbonus o dal Bonus Casa costituiscono una opportunità che non possiamo farci scappare. Se l’impianto del condominio ha tutti i requisiti e non cambiano le condizioni della ACCR, la remunerazione del GSE è valida per 20 anni.

Per accedere al Superbonus per i tuoi interventi di efficientamento energetico

Il condominio in esame e le sue caratteristiche

Nel nostro studio trattiamo un condominio di otto unità con impianto centralizzato. L’impianto fotovoltaico sarà attaccato al POD condominiale. Vale a dire che coprirà direttamente solo i carichi elettrici richiesti dagli impianti condominiali. Grazie però al concetto di Energia Condivisa, ogni utente finale contribuisce all’autoconsumo collettivo rinnovabile quando preleva energia dalla rete.

Il nostro condominio è mediamente isolato, ha una superficie utile di 895 metri quadrati e una superficie disperdente di 1945 metri quadri. I servizi energetici condominiali presenti sono:

  • riscaldamento tramite pompa di calore e con un Seasonal COP pari a 4.
  • acqua calda sanitaria, erogata in combinata dalla stessa pompa di calore
  • illuminazione con lampadine a LED solo nelle parti comuni.

Infine, ipotizziamo un costo per l’impianto fotovoltaico pari a 30mila euro, sostenuti da un soggetto IRPEF. L’impianto è condominiale e l’edificio è in prevalenza residenziale: il nostro condominio ha i requisiti per accedere al Superbonus. L’intervento in analisi è una manutenzione straordinaria e il fotovoltaico è trainato da un SuperEcobonus con un intervento trainante sull’impianto.

La partecipazione alla comunità energetica in un condominio

Tutti i condòmini sono obbligati a partecipare alla comunità? La risposta è sicuramente NO. Per costituire un gruppo di autoconsumatori collettivi sono sufficienti 2 condòmini interessati. Nell’ambito delle comunità energetiche condominiali ci sono tre soggetti principali da prendere in considerazione:

  • Il soggetto che vuole partecipare. Questo condòmino prenderà in carico il costo dell’impianto fotovoltaico e ne otterrà i vantaggi derivanti dalla comunità
  • Il soggetto che non vuole partecipare. Chi non aderisce alla comunità non ha obblighi. In ogni caso è previsto che anche chi non dovesse partecipare in un primo momento, può decidere di aderire alla comunità anche successivamente.
  • Il soggetto non partecipante che acconsente comunque alla lettura dei suoi consumi. Questa particolare categoria di utente contribuisce alla valutazione dell’energia condivisa con la sua quota di prelievo dalla rete. Sta a noi verificare se questo avvantaggi o svantaggi la condivisione dell’energia.

Nel nostro esempio consideriamo che tutti i condòmini partecipino, che le unità abbiano delle macchine frigorifere per il raffrescamento e l’illuminazione led.

Il valore del fotovoltaico delle comunità energetica in un condominio

Ma veniamo ai risultati più interessanti: quanto viene valorizzata l’energia con la comunità energetica? Quanto vale questa comunità energetica per il condominio?

Dopo aver studiato il condominio, la produzione fotovoltaica e i carichi richiesti da ogni unità immobiliari, decidiamo di analizzare due scenari possibili:

Soluzione 1) ACCR

ovvero collettività di autoconsumo condominiale o più semplicemente chiamata comunità energetica condominiale.

4164,62 €/anno per 20 anni è l’incentivo GSE

Indice di Profitto 1.558 – Tempo di ritorno 8.2 anni

Soluzione 2) ACCR + Superbonus

In questa ipotesi sfruttiamo per primo il Superbonus e poi la valorizzazione dell’energia per la comunità energetica condominiale con l’esclusione dell’incentivo.

2444,33 €/anno per 20 anni (da GSE) + 6567€/anno per 5 anni (da Superbonus)

Indice di Profitto 2.072 – Tempo di ritorno 3.4 anni

Per valutare i tempi di ritorno per il fotovoltaico con il Superbonus

Soluzione 1: ACCR

La comunità energetica che abbiamo creato gode di un incentivo totale di 4164,72 €/anno per vent’anni. Se dividiamo banalmente per otto sono circa 520 €/anno a condomino. È importante sottolineare che oggi questa valorizzazione non è una compensazione in bolletta. GSE eroga un contributo al responsabile della comunità energetica al termine dell’anno e sarà il responsabile a distribuire i profitti tra i partecipanti.

Di questi 4164,72 €/anno, la quota incentivo pari a 100€/MWh di energia condivisa è di €1732,42. Invece la valorizzazione del ritiro dedicato e delle perdite di rete evitate conta € 2432/anno.

Utilizziamo la proiezione economica con la norma UNI 15459 e stimiamo il tempo di ritorno di questo scenario. Investo 30 mila euro e partecipo alla comunità energetica che porta €4164,72 €/anno. Il tempo di rientro del mio investimento è di 8,2 anni. Un risultato certamente ottimo considerando la difficoltà di fare interventi che abbiano tempi di ritorno inferiori a 10 anni.

L'investimento di 30 mila €, per la progettazione di una comunità energetica in un condominio,. ritorna in poco più di 8 anni utilizzando la remunerazione del GSE per l'Autoconsumo Collettivo Rinnovabile
L’investimento di 30 mila € ritorna in poco più di 8 anni utilizzando la remunerazione del GSE per l’Autoconsumo Collettivo Rinnovabile

Soluzione 2: ACCR + Superbonus

Nella seconda soluzione proposta si decide di usare il Superbonus. Bisogna prestare attenzione al fatto che il condominio perde l’incentivo GSE di 1753 €/anno. Simuliamo nuovamente con TERMOLOG la nostra comunità energetica.

Partecipando a Superbonus perdiamo una quota remunerata. Tuttavia, se rivalutiamo la proiezione economica e il VAN per questo scenario, otteniamo un risultato molto migliore del precedente. Vediamo insieme il perché.

Per sostenere l’installazione investiamo sempre 30 mila euro. Il ricavo periodico da GSE cambia: il condominio perde la quota incentivo. Rimane invece invariata la valorizzazione del Ritiro Dedicato e delle perdite di rete evitate, circa 2432 €/anno per vent’anni.

Con il Superbonus però ricaviamo una detrazione di 6567 €/anno per 5 anni.

Nel caso in cui il condominio partecipi a Superbonus come comunità energetica e alla collettività di autoconsumo il tempo di ritorno dell'investimento scende ulteriormente a 3,6 anni.
Nel caso in cui il condominio partecipi a Superbonus e alla collettività di autoconsumo il tempo di ritorno dell’investimento scende ulteriormente a 3,6 anni.

L’intervento simulato con queste informazioni ha un indice di profitto altissimo. Un IP di 2,069 significa che i benefici superano i costi di più del doppio doppio e il tempo di ritorno dell’investimento si riduce a 3,6 anni. I tempi di ritorno dell’investimento con il Superbonus si abbattono in maniera netta ed estremamente evidente. Una opportunità unica oggi, da valutare correttamente per tutti i nostri condomini!

Per calcolare i tempi di ritorno dei tuoi investimenti con Superbonus
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Annachiara Castagna

Ingegnere Edile, esperta in analisi energetica degli edifici e product manager del software TERMOLOG di Logical Soft.
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