Recupero sottotetti: interventi e pratiche strutturali

Ultimo aggiornamento: 23/04/2020 - Ing. Simone Tirinato, Ricerca e Sviluppo Logical Soft - Riproduzione riservata

La guida pratica per gli interventi edilizi tra regole e opportunità

Il recupero edilizio dei sottotetti esistenti è da tempo oggetto di una campagna mirata dei legislatori sia in ambito nazionale che locale. Tra le principali finalità che alimentano l’azione amministrativa vi sono il contenimento del consumo di suolo e di quello energetico. Con quest’ultimo scopo si intrecciano anche gli obiettivi del sistema incentivante dei bonus fiscali che permettono di raggiungere una detrazione fiscale a seguito degli interventi di ristrutturazione e di riqualificazione edilizia.
Il recupero dei sottotetti è diventata così negli ultimi anni una pratica edilizia diffusa, un’opportunità per chi decide di riqualificare la propria abitazione ed una attività professionale da conoscere per essere parte di questa opportunità.
In questo focus analizziamo il recupero dei sottotetti sotto il profilo strutturale indagando quali sono i possibili interventi strutturali e per questi analizzeremo quali sono gli aspetti da considerare prima di presentare una pratica edilizia e come impostare correttamente le pratiche strutturali, anche sismiche.

Il recupero dei sottotetti
Il recupero dei sottotetti


Prova gli strumenti per gli interventi strutturali

Le verifiche strutturali

La riqualificazione edilizia come il recupero di un sottotetto può portare a diversi scenari dal punto di vista strutturale, prima di valutare e mettere in campo le soluzioni alle eventuali problematiche di carattere strutturale è necessario avere ben chiaro quali siano i livelli di prestazione da raggiungere.
Le NTC 2018 prevedono tre livelli di intervento sulle strutture esistenti a cui si associano diversi livelli di prestazione da raggiungere.

Le riparazioni o gli interventi locali interessano singole parti e/o elementi del fabbricato. In questo caso il progetto e la valutazione della sicurezza potranno essere riferiti ai soli elementi interessati purché si dimostri che non verranno introdotte modifiche al comportamento delle altre parti strutturali.

Per gli interventi di miglioramento si richiede di incrementare il livello di sicurezza, seppur non si sia in grado di raggiungere quello previsto per le nuove costruzioni. È necessario eseguire un’analisi globale allo stato di fatto e di progetto e valutare come varia il rapporto tra la capacità sismica massima sopportabile dalla costruzione e quella che si utilizzerebbe nel progetto di un nuovo edificio.

Infine per gli interventi di adeguamento si richiede di ripristinare la sicurezza sismica in modo tale da garantire la stessa prestazione attesa per nuove costruzioni.
Rientrano in questa casistica le sopraelevazioni, gli ampliamenti, le variazioni di destinazione d'uso o le trasformazioni del complesso resistente. In questi casi, il progetto dovrà essere riferito all’intera costruzione e dovrà riportare le verifiche pre e post recupero strutturale in termini di capacità globale.

Nel seguito verranno analizzati i diversi scenari che si possono concretizzare con il recupero di un sottotetto.

L’incremento dei carichi

L’attività di recupero sottotetti comporta nella quasi totalità dei casi una variazione dei carichi. La variazione può essere in maggiorazione o diminuzione rispetto allo stato di fatto e può dipendere sia dalla semplice modifica della destinazione d’uso che dalla modifica degli elementi strutturali sia orizzontali che verticali.

La variazione dei carichi per quanto semplice nella sua descrizione, ad esempio il passaggio dei carichi variabili da 50 kg/m² per carichi da 'soffitta' a 200 kg/m² per carichi residenziali, prevede una verifica tecnica specifica con soglia di valutazione.
Le Norme Tecniche per le Costruzioni del 2018 infatti prevedono che in caso di un incremento dei carichi verticali globali in fondazione superiore al 10% si proceda all'adeguamento sismico dell'intera struttura.

Il recupero dei sottotetti
Variazione d'uso e incremento dei carichi in fondazione

Uno scenario come quello descritto, ovvero se una semplice variazione di destinazione d'uso con relativa modifica dei carichi variabili, ma senza null'altro modificare, dovesse portare ad un richiesta di adeguamento potrebbe definire il recupero del sottotetto come antieconomico in virtù dei costi dei sondaggi, delle analisi e degli eventuali interventi di adeguamento.

Ma quando può verificarsi un caso così estremo per un recupero sottotetto?

In genere la sola variazione dei sovraccarichi risulta incidente sui carichi in fondazione per strutture basse, di un solo piano fuori terra ad esempio, con tamponature leggere.

È opportuno ricordare che questa valutazione del delta di carico in fondazione va effettuata anche in concomitanza degli scenari di intervento descritti in seguito, anche ad esempio nel caso di sostituzione degli elementi di copertura.

Se pensiamo alle tipiche costruzioni anni '60/'70 di 2 o 3 piani fuori terra la sola variazione della destinazione d'uso non dovrebbe rappresentare uno scoglio di valutazione insormontabile, soprattutto se si ricade in in quei casi con sostiuzione della copertura 'pesante' in laterocemento con una in legno o anche la semplice sosituzione della pavimentazione di mattonelle in cotto con un listato in parquet.
Nello specificare la verifica da condurre, le NTC danno come riferimento per la valutazione del delta di carico in fondazione la combinazione caratteristica (SLE rara).

Con i Moduli MURATURE e CEMENTO ARMATO di TRAVILOG è possibile modellare l'edificio oggetto di recupero del sottotetto sia per lo stato di fatto che di progetto e valutare il delta di pressione in fondazione per la combinazione desiderata. È possibile inoltre effettuare il computo dei materiali impiegati, sia di quelli oggetto della progettazione che di quelli esistenti prima del recupero del sottotetto.

Valutazione dell'incremento dei carichi in fondazione con TRAVILOG
Valutazione dell’incremento dei carichi in fondazione con TRAVILOG

Abbiamo citato le verifiche in ambito sismico previste dalle NTC, ma non vanno certo trascurate le verifiche in ambito statico per un edificio esistente oggetto di recupero sottotetto. Le Norme Tecniche per le Costruzioni infatti, trattando la valutazione della sicurezza, introducono uno specifico parametro per valutare la capacità portante dei solai esistenti.

E se il solaio del sottotetto oggetto di recupero fosse incapace di portate i nuovi carichi?

In tal caso si può intervenire incrementando la capacità portante del solaio ad esempio con una cappa collaborante che verrà ancorata al sistema di travetti portanti. Anche questo intervento dovrà essere oggetto di valutazione per l'incremento dei carichi in fondazione!

Con il Modulo RINFORZI di TRAVILOG è possibile progettare il rinforzo di solai in legno con l'inserimento di connettori in acciaio e cappa collaborante in calcestruzzo anche alleggerito, uno strumento molto utile quindi anche nei casi di recupero di un sottotetto.

Rinforzo di solai in legno con il Modulo RINFORZI di TRAVILOG
Rinforzo di solai in legno con il Modulo RINFORZI di TRAVILOG

Il caso della sopraelevazione

Trattando il recupero dei sottotetti tra le prime verifiche da condurre vi sono quelle dimensionali, sia in termini di altezze che in termini di superfici. Le norme urbanistiche prevedono precise regole circa le altezze minime necessarie negli ambienti abitati e permettono sconti sugli oneri edilizi in funzione della superifice oggetto di recupero.

Un esempio è il recupero di un sottotetto di 40 m² di una 'prima casa' in Lombardia che è esente dalla quota di contributo commisurato al costo di costruzione di cui all'articolo 16, comma 3, del D.P.R. 380/2001, dal reperimento degli spazi a parcheggi pertinenziali e delle aree per servizi e attrezzature pubbliche e/o monetizzazione.

Se per il secondo aspetto, quello delle superfici, risulta immediato il collegamento alla valutazione economica del recupero del sottotetto, non va trascurato il tema delle altezze perchè una sua sottovalutazone può portare a costi ben maggiori.

La sopraelevazione nel recupero sottotetti
La sopraelevazione nel recupero sottotetti

La modifica dell'altezza di un edificio è in genere regolamentata dai dispositivi normativi locali, ma è bene ricordare che una modifica in altezza della struttura esistente può facilmente ricadere in un ampliamento o più nello specifico in una sopraelevazione.
Il tema delle sopraelevazioni alla luce delle Norme Tecniche richiede un'attenta analisi. La sopraelevazione è infatti oggetto di adeguamento sismico, così come indicato al capitolo 8.4.3. All'interno dello stesso capitolo viene inoltre data una specifica indicazione proprio in merito alla variazione delle altezze:

Una variazione dell’altezza dell’edificio dovuta alla realizzazione di cordoli sommitali o a variazioni della copertura che non comportino incrementi di superficie abitabile, non è considerato ampliamento (ndr. condizione di sopraelevazione) . In tal caso non è necessario procedere all’adeguamento, salvo che non ricorrano una o più delle condizioni di cui agli altri precedenti punti (ndr. incremento dei carichi, trasformazione strutturale..)

I termini di incremento della superificie abitabile possono confondere e se letti in modo frettoloso possono far pensare che ogni volta che si modifichi l'altezza del colmo o di gronda della copertura si è in un caso di sopraelevazione, ma non è così. La Circolare Applicativa delle Norme Tecniche per le Costruzioni n. 7 del 2019 aggiunge un utile chiarimento proprio al capitolo 8.4.3.:

"In merito all’ultimo capoverso del § 8.4.3 delle NTC, esso stabilisce che non è necessario procedere all’adeguamento, salvo che non ricorrano una o più delle condizioni b), c), d) od e) di cui allo stesso § 8.4.3, solo nel caso di 'variazione dell’altezza dell’edificio' causata dalla realizzazione di cordoli sommitali oppure causata da variazioni della copertura, che non comportino incrementi di superficie abitabile significativi dal punto di vista strutturale. Infatti, la ratio di tale disposizione è di permettere nelle situazioni citate, ferme restando le norme urbanistiche ed i regolamenti edilizi locali, la realizzazione di interventi di possibile beneficio strutturale, senza dover necessariamente adeguare l’intera costruzione."

Di fatto se nella struttura oggetto di recupero edilizio esiste già una soletta di sottotetto ed esiste un volume fruibile anche se non totalmente idoneo, la modifica delle altezze della copertura nei cordoli sommitali o la modifica della copertura stessa non sono valutabili come sopraelevazione.

La nuova copertura

Una possibile conseguenza del recupero di un sottotetto, come abbiamo in parte analizzato nei punti precedenti, può essere la sostituzione parziale o integrale degli elementi portanti della copertura.
La sostituzione o la modifica della copertura può avvenire ad esempio per ridurre i carichi gravitazionali, si pensi alle coperture in laterocemento da sostituire con con coperture in legno, o in latri casi la sostituzione può essere necessaria in virtù del rispetto delle altezze minime e in attuazione dei regolamenti locali in termini di salubrità degli spazi.

Una nuova copertura in legno
Una nuova copertura in legno

Una nuova copertura in legno richiede il pieno rispetto delle prescrizioni previste dalle Norme Tecniche per le Costruzioni. Vanno verificate le mebrature in termini di resistenza, stabilità e deformabilità così come le relative connessioni e vanno verificate per l'applicazioni dei carichi antropici, se previsti, e delle azioni ambientali quali vento, neve e sisma.
Proprio in ragione della valutazione delle azioni sismiche è opportuno applicare in fase di progettazione i criteri di progettazione 'del nuovo' come il realizzare una copertura non spingente su un edificio esistente in muratura, ovvero realizzare una copertura che non imprime azioni orizzontali non contrastate sulle pareti in muratura.

È anche opportuno progettare la copertura considerando la condizione preesistente ed evitare quindi di modificare il comportamento della copertura in termini di rigidezza e questo lo si può fare controllando dimensioni, passi e collegamenti tra la copertura e la struttura oggetto di recupero del sottotetto.

 
Con il Modulo LEGNO di TRAVILOG progetti strutture in legno intelaiate sia indipendenti che integrate in un modello di calcolo più complesso e con elementi strutturali di diversi materiali. Verifichi a resistanza, stabilità e deformabilità le strutture in legno e controlli i risultati con comodi grafici e report tabellari completi. Il progetto delle connessioni avviene secondo i modelli di rottura definiti in Eurocodice 5, ma puoi anche verificare i nodi di carpenteria delle coperture.

Progetto di una nuova copertura con il Modulo LEGNO di TRAVILOG
Progetto di una nuova copertura con il Modulo LEGNO di TRAVILOG

L’apertura di un foro nel solaio

Un'altra condizione di intervento tipica nel recupero di un sottotetto è la realizzazione di un accesso verticale che connetta la parte bassa dell'edificio alla spazio recuperato nel sottotetto. La risoluzione alla problematica di accesso verticale spesso si risolve con la messa in opera di una scala interna e quindi con la realizzazione di un foro nel solaio di separazione.

L'apertura di un foro nel solaio
L’apertura di un foro nel solaio

La realizzazione di un foro in un solaio ed il ripristino delle capacità si configurano tipicamente come interventi locali.

I riferimenti nelle Norme Tecniche sono contenuti al capitolo 8.4.1:

"Gli interventi di questo tipo riguarderanno singole parti e/o elementi della struttura. Essi non debbono cambiare significativamente il comportamento globale della costruzione e sono volti a conseguire una o più delle seguenti finalità:
  • ripristinare, rispetto alla configurazione precedente al danno, le caratteristiche iniziali di elementi o parti danneggiate;
  • migliorare le caratteristiche di resistenza e/o di duttilità di elementi o parti, anche non danneggiati;
  • impedire meccanismi di collasso locale;
  • modificare un elemento o una porzione limitata della struttura

La Circolare Applicativa prosegue:

"La modifica di una parte limitata della struttura (ad es. l’apertura di un vano in una parete, accompagnata da opportuni rinforzi) può rientrare in questa categoria, a condizione che si dimostri che l’insieme degli interventi non modifica significativamente rigidezza, resistenza nei confronti delle azioni orizzontali e capacità di deformazione della struttura."

Gli elementi di rinforzo messi in campo per modificare limitatamente la struttura oggetto di recupero sottotetto non devono garantire solo che il solaio non crolli e che continui a portare i carichi verticali, ma questi devono anche garantire i meccanismi di interazione globali tra solaio e struttura esistente. Le verifiche del sistema di rinforzo devono allora essere condotte secondo tre distinti criteri in accordo alle specifiche delle Norme Tecniche per le Costruzioni ai capitoli 8.7.1 e 8.7.4 e alla Circolare 7 del 2019 nei capitoli C8.7.4.1.:

  • il ripristino della portanza dei carichi verticali del solaio;
  • il ripristino della rigidezza del solaio in termini di risposta alle azioni orizzontali;
  • un eventuale incremento di rigidezza del solaio in termini di risposta alle azioni orizzontali.

I tre distinti contribuiti vengono caratterizzati attraverso tre distinti elementi strutturali:

  • travi di collegamento tra i travetti del solaio, ortogonali all’orditura del solaio e connesse ai travetti tagliati;
  • travi di collegamento parallele all’orditura del solaio, disposte a formare un telaio chiuso all’interno del foro realizzato;
  • cappa collaborante in calcestruzzo armato considerato, connessa al solaio esistente.

Ai fini della valutazione della differenza di rigidezza tra solaio pre modifica e solaio modificato è opportuno valutare con accuratezza il grado di collaborazione tra l'eventuale massetto preesistente ed il sistema di travetti in opera. Se infatti il livello di interazione e di collaborazione tra i due elementi strutturali fosse trascurabile il massetto preesistente darebbe un contributo solo in termini di massa e non in termini di rigidezza.

Progetto di un foro in un solaio con il Modulo RINFORZI di TRAVILOG
Progetto di un foro in un solaio con il Modulo RINFORZI di TRAVILOG

Con il Modulo RINFORZI di TRAVILOG è possibile progettare in pochi passaggi e con una comoda interfaccia il sistema di rinforzi necessari per la realizzazione di un foro in un solaio. Modulo RINFORZI guida il progettista in tutte le fasi dell'intervento: la scelta del rinforzo idoneo, la verifica e la compilazione dei dati necessari al calcolo. Modulo RINFORZI può essere utilizzato come modulo indipendente oppure in abbinamento a ogni altro modulo di TRAVILOG.

Quali pratiche

Come abbiamo visto in più punti il recupero di un sottotetto, strutturalmente parlando, si può esprimere sia come recupero edilizio locale che come intervento di adeguamento sismico. 
Le pratiche strutturali di conseguenza possono essere più o meno onerose dal punto di vista redazionale e possono essere distinte in pratiche per:

  • interventi locali,
  • adeguamento sismico,
  • sopralevazione.

L'ultima distinzione è fondamentale soprattutto in quelle regioni che prevedono l'autorizzazione per la sopraelevazione a mezzo di richiesta di una apposita Certificazione.

Un altro aspetto che necessita un approfondimento è quello che riguarda le riqualificazioni locali. In seguito alla conversione in Legge del Decreto Sbloccacantieri e del Decreto Sisma, rispettivamente di Giugno e Dicembre 2019, le procedure e le pratiche per la realizzazione e l'asseverazione di regolare esecuzione degli interventi strutturali intesi come locali sono state semplificate in modo sostanziale. Si pensi ad esempio al collaudo statico e di come questo venga sostituito nel caso di interventi locali dalla Dichiarazione del Direttore dei Lavori Strutturali dalla dichiarazione di regolare esecuzione a strutture ultimate.

Infine, citando le pratiche edilizie, è utile distinguere i possibili titoli edilizi necessari per un recupero sottotetto. Se infatti l'intervento consiste nella sola variazione della destinazione d'uso e non viene effettuata alcune modifica alle parti strutturali è possibile presentare una CILA. Se invece si interviene sulle parti strutturali si può fare riferimento alle due misure di intervento citate ovvero quella localizzate e quelle più estese, i conseguenti titoli edilizi saranno una SCIA  o una SCIA alternativa al Permesso di Costruire.

Per completezza riportiamo una più completa definizione dei titoli edilizi citati.
SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) si utilizza nei casi di restauro e di risanamento conservativo riguardanti le parti strutturali dell’edificio, ad esempio se si rinforza la soletta di un sottotetto senza però modificare l'altezza del sottotetto, come abbiamo visto in precedenza.

SCIA alternativa al permesso di costruire si utilizza nei recuperi di sottotetto che modificano sensibilmente l'edificio, ovvero nei casi in cui:

  • la ristrutturazione edilizia porti a un organismo edilizio del tutto o solo in parte diverso dal precedente e che comporti modifiche della volumetria complessiva dell'edificio, si pensi al caso di recupero di un sottotetto in cui viene modificata l'altezza;
  • la ristrutturazione edilizia preveda un cambio della destinazione d’uso in un centro storico.

CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) si utilizza per gli interventi per cui non servono SCIA o Permesso di costruire e per i casi in cui non si tratta di attività edilizia libera, ad esempio modifiche interne all’edificio, come la redistribuzione interna dei locali, senza modificare gli elementi strutturali dell’edificio.

Gli incentivi fiscali

Come accennato all'inzio di questo focus, intervenire sull'edilizia esistente prevede l'applicazione di numerose agevolazioni fiscali. Questa oppourtinità è stata strutturata dall'amministrazione  pubblica in virtù dei principi di riqualificazione dell'esistente e di contenimento del consumo energetico.

Il sistema dei bonus fiscali è un sistema premiante in funzione del livello di prestazione che si riesce a far raggiungere all'edificio oggetto di recupero edilizio.

Sintesi dei bonus fiscali per interventi di riqualificazione edilizia
Sintesi dei bonus fiscali per interventi di recupero edilizio

Nel caso di un edificio residenziale ad esempio si ha un bonus fiscale minimo pari al 50%. Se però si interviene migliorando le prestazioni energetiche dell'edificio si possono raggiungere aliquote di detrazione più alte e così anche per gli interventi di miglioramento del comportamento antisismico della stuttura.

Per il recupero di un sottotetto, ovvero nel caso in cui si renda riscaldato un volume che prima non lo era, non sono applicabili i vantaggi dell'Ecobonus.

Risulta invece applicabile il Bonus Ristrutturazioni anche se avviene una variazione di destinazione d'uso, lo specifica una Circolare del Ministero delle Finanze la quale riporta: "l'intervento, comportando appunto una variazione della destinazione d'uso, da sottotetto ad abitabile, consisterà in una 'ristrutturazione edilizia'". Essendo quindi la ristrutturazione edilizia una tipolgia di intervento prevista nel Bonus Ristrutturazioni dall'Agenzia delle Entrate si ha l'applicabilità del vantaggio fiscale.

In merito agli interventi di mitigazione del rischio sismico valgono i ragionamenti espressi nei capitoli precedenti, ovvero vanno considerati gli interventi nella loro consistenza locale o globale per tutta la struttura.

È opportuno per gli interventi locali fare riferimento alle indicazioni riportate nelle Linee Guida per la valutazione del Rischio Sismico degli Edifici, di cui all'allegato A del cosiddetto Decreto Sismabonus, in particolare agli interventi definiti per la valutazione con il Metodo Semplificato.

Come abbiamo visto il recupero di un sottotetto deve essere affrontato in modo esaustivo sia per gli aspetti strutturali che per quelli urbanisitici. Trascusare l'importanza delle verifiche strutturali e delle prescrizioni normative può trasformare un recupero di sottotetto in un adeguamento sismico con oneri di realizzazione ben diversi, tanto da poter addirittura rendere inattuabile il recupero del sottotetto da parte della committenza per motivi economici.

TRAVILOG è il software BIM per il calcolo strutturale e il progetto antisismico degli edifici pienamente conforme alla normativa di riferimento in materia di ristrutturazioni edilizie e consente di cogliere tutti gli incentivi fiscali disponibili per interventi locali, ristrutturazione di singole unità e di condomini, calcolando la classe di rischio sismico prima e dopo l'intervento.

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Simone Tirinato - Ingegnere civile

Simone Tirinato

Ingegnere civile

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Ingegnere civile dedicato al calcolo strutturale.
Svolgo l’attività di analista strutturale per lo sviluppo di codici di calcolo strutturali per il software TRAVILOG di Logical Soft srl, nello specifico per l’analisi statica e sismica di edifici nuovi ed esistenti in calcestruzzo armato, muratura, acciaio e legno.
Ho coordinato lo sviluppo degli applicativi per dispositivi mobili per il rilievo delle criticità energetiche e strutturali nell'edilizia scolastica e residenziale ideati da ENEA: Safeschool4.0 e Condomini+4.0.
Ho svolto attività di analisi per lo sviluppo degli algoritmi di calcolo del software ACUSTILOG di Logical Soft srl per la valutazione previsionale dei requisiti acustici passivi di un edificio e per la classificazione acustica.
Svolgo attività di docenza e formazione sui temi dell’analisi strutturale, della vulnerabilità sismica e della riqualificazione del patrimonio esistente anche attraverso i bonus fiscali sul territorio nazionale, in ambito professionale e in collaborazione con Ordini Professionali.
Svolgo inoltre attività di supporto alla didattica per il corso "Strutture e criteri di progettazione antisismica" nel corso di Laurea Magistrale di Architettura al Politecnico di Milano.
Come libero professionista svolgo attività di progettazione strutturale, direzione lavori strutturali e consulenza per analisi strutturale in edilizia civile e industriale.
Svolgo infine attività di consulenza in ambito comunale in regione Lombardia per l’attività di controllo delle pratiche edilizie in ambito sismico previste dal sistema MUTA.