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Ad ogni cantiere il proprio piano di sicurezza

POS, PSC e PSS: quando è obbligatorio redigerli?
02/11/2017 - Ing. Graziella Campagna, Servizio di Assistenza Tecnica Logical Soft
Gli incentivi fiscali Sisma Bonus ed Eco Bonus previsti dalla Legge di Stabilità hanno fatto da volano alla ripresa delle attività nel settore edile: il sistema degli incentivi ha reso infatti più accessibile anche per il privato una spesa che altrimenti sarebbe stata difficilmente sostenibile. Si pensi ad esempio agli interventi di riqualificazione energetica dell'involucro e dell'impianto: seppur la possibilità di un alleggerimento della bolletta energetica destasse molto interesse, è stato l'incentivo fiscale sulla spesa sostenuta a rendere attualizzabile un investimento iniziale significativo. Allo stesso modo con il Sisma Bonus il tema della prevenzione in caso di evento sismico si concretizza con interventi sulla struttura esistente volti a rendere più sicure le nostre abitazioni e ad incrementarne il valore di mercato.
In questo contesto, si sono avviati numerosi cantieri edili per opere su edifici esistenti riportando in prima piano il tema della sicurezza nei cantieri. Indipendentemente da quanto possa essere importante l'intervento in termini economici, ci si chiede quale piano di sicurezza debba essere compilato, con quali contenuti e da quale soggetto.
Questo focus si propone come una guida alla scelta del piani di sicurezza da redigere, rispondendo ad alcuni dei quesiti più comuni soprattutto per opere di riqualificazione energetica e strutturale degli edifici. Si propone inoltre un esempio di redazione di un Piano di Sicurezza e Coordinamento svolto molto rapidamente con il WIZARD di SCHEDULOG, l'innovativo strumento per la compilazione di PSC specifico per interventi su edifici esistenti.

SCHEDULOG è il software dedicato alla gestione della sicurezza nei cantieri edili, scritto appositamente per il Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs. 81/08), comprende tutti gli strumenti per affrontare il tema della sicurezza e comporre il PSC, PSS, POS e Fascicolo dell'opera anche nei modelli semplificati nonché DUVRI e Pi.M.U.S.

Il WIZARD è lo strumento per la redazione dei piani di sicurezza in caso di interventi di ristrutturazione sismica e riqualificazione energetica degli edifici. Una volta scelto il tipo di intervento, SCHEDULOG crea il piano di sicurezza necessario, completo dell'organigramma di cantiere e dell'elenco delle lavorazioni.

Quali piani di sicurezza?
Il Titolo IV del Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs. 81/08) stabilisce responsabilità e sanzioni per ciascuna delle figure deputate alla gestione della sicurezza nei cantieri edili: committente, coordinatori della sicurezza, responsabile dei lavori, ecc…
Per questi soggetti la responsabilità principale è la redazione di relazioni tecniche (detti Piani) dove si riassume la valutazione dei rischi condotta e si definiscono le misure preventive e protettive in grado di risolverli o quantomeno attenuarli.
I principali piani di sicurezza che interessano i cantieri temporanei e mobili sono:
  • PIANO OPERATIVO DI SICUREZZA (POS) - art. 89 comma 1 e art. 96 comma 1 T.U. 81/08
    È il documento che sintetizza l'organizzazione della sicurezza di un'impresa che si trova ad operare in uno specifico cantiere. Nel POS si definiscono le figure dell'impresa coinvolte nei lavori (datore di lavoro, dipendenti, lavoratori autonomi) e le relative mansioni; vengono specificate le macchine e le attrezzature coinvolte ed infine sono descritte le attività lavorative svolte dall'impresa con particolare riguardo ai turni di lavoro, alle procedure ed alle misure preventive stabilite per ridurre al minimo tutti i rischi rilevati.
  • PIANO DI SICUREZZA E COORDINAMENTO (PSC) - art 100 T.U. 81/08
    È il documento deputato alla gestione della sicurezza per i rischi derivanti dall'interferenza di più imprese che operano durante l'intera vita del cantiere. Nel PSC vengono definite tutte le figure con responsabilità in termini di sicurezza e le imprese/lavoratori autonomi coinvolti. Una parte importante del piano è dedicata a come si organizza l'area di cantiere, alle misure preventive e protettive per ridurre i rischi legati a fattori esterni all'area di cantiere (linee aeree, sottoservizi, presenza di scuole, ospedali, ecc..) ed alle procedure di coordinamento di apprestamenti utilizzati da più imprese. Il PSC elenca tutte le attività svolte in cantiere dandone una cadenza anche temporale e stabilisce le misure di sicurezza nei confronti di possibili interferenze tra le lavorazioni svolte da diverse imprese. Il piano di sicurezza e coordinamento è corredato da tavole esplicative di progetto e dalla stima dei costi della sicurezza.
  • PIANO SOSTITUTIVO DI SICUREZZA (PSS) - Allegato XV T.U. 81/08
    Il PSS contiene gli stessi elementi del PSC, con esclusione della stima dei costi della sicurezza, ed integra le informazioni contenute nel POS.

Quando è obbligatorio il POS e chi lo redige?
Il Piano Operativo di Sicurezza è sempre obbligatorio e deve essere redatto per ogni cantiere edile dal Datore di Lavoro di ciascuna delle imprese esecutrici presenti. Per cantieri con più imprese saranno dunque redatti più POS: uno per ciascuna impresa. I POS delle imprese devono essere coerenti con il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) trasmesso dall'impresa affidataria.

• I lavoratori autonomi sono obbligati a redigere il POS?
Il POS è per definizione un documento che i datori di lavoro delle imprese affidatarie e delle imprese esecutrici redigono in riferimento al singolo cantiere a tutela dei lavoratori dipendenti (art. 17 comma 1 lettera a); i lavoratori autonomi non avendo una tale struttura non hanno l'obbligo di redigere il POS. Essi però sono comunque obbligati a rispettare l'art. 26 del D. Lgs. n. 81/2008 relativo ai lavori affidati in appalto e quindi a fornire informazioni sui rischi che nello svolgimento della loro attività possono eventualmente portare in cantiere e che possono interferire con l'attività delle imprese.

• Se un'impresa esecutrice subappalta parte dei lavori ad un'altra impresa, quest'ultima è tenuta a redigere il POS?
Tutte le imprese coinvolte nelle attività di cantiere sono tenute a redigere il POS, quindi anche quelle a cui sono stati affidati lavori in subappalto da un'altra impresa. Se invece un'impresa subappalta parte dei lavori ad un lavoratore autonomo, quest'ultimo non sarà tenuto a redigere il POS.

• In caso di appalto pubblico in presenza di unica impresa, viene redatto il Piano Sostitutivo della Sicurezza (PSS); è obbligatorio redigere anche il POS?
No. Il PSS integra tutte le informazioni contenute nel POS ed è quindi ad esso sostitutivo.

Quando è obbligatorio il PSC e chi lo redige?
Il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) è obbligatorio quando nel cantiere sono presenti più imprese anche non contemporaneamente, sia in caso di lavori pubblici che privati ed indipendentemente dalla durata dei lavori.
Il PSC deve essere redatto dal Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CSP); in caso di lavori privati non soggetti a permesso di costruire e comunque di importo inferiore a 100.000 euro è redatto dal Coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione (CSE). Il CSP ed il CSE sono nominati direttamente dal Committente o dal Responsabile dei lavori.

• In caso di ristrutturazione edilizia in cui sono presenti in cantiere più lavoratori autonomi, deve essere redatto il PSC?
L'art. 90 commi 3 e 4 del TU 81/2008 riporta:
3. Nei cantieri in cui è prevista la presenza di più imprese, anche non contemporanea, il committente, anche nei casi di coincidenza con l'impresa esecutrice, o il responsabile dei lavori, contestualmente all'affidamento dell'incarico di progettazione, designa il coordinatore per la progettazione.
4. Nel caso di cui al comma 3, il committente o il responsabile dei lavori, prima dell'affidamento dei lavori, designa il coordinatore per l'esecuzione dei lavori, in possesso dei requisiti di cui all'articolo 98.
Per il Committente sussiste dunque l'obbligo di nomina del Coordinatore per la sicurezza solo in presenza di più imprese, senza far esplicito riferimento alla presenza contemporanea di più lavoratori autonomi. La nomina del CSP e/o del CSE implica naturalmente le responsabilità facenti loro capo tra cui proprio la redazione del PSC. Si sottolinea però come in altri punti del TU 81/2008 al lavoratore autonomo vengano attribuiti in materia di sicurezza gli stessi obblighi attribuiti alle imprese esecutrici, quasi a volerne equiparare le figure seppur si tratti di soggetti differenti; il fatto che nei commi sopra riportati non vengano invece citati anche i lavoratori autonomi potrebbe far pensare ad una 'dimenticanza' normativa.
Il TU 81/2008 obbliga per esempio i lavoratori autonomi ad adeguarsi ai fini della sicurezza alle indicazioni fornite dal coordinatore in fase di esecuzione dei lavori (art. 94); sono soggetti a verifica tecnico- professionale da parte del Committente (art. 90 comma 9 lettera a), sono sottoposti a controllo da parte del CSE (art. 92 comma 1 lettera a) e infine sono destinatari di sanzioni specifiche (art. 160).
Se ne deduce che giuridicamente non sussiste l'obbligo da parte del committente di nominare un coordinatore e quindi di far redigere un PSC se in cantiere sono presenti solo più lavoratori autonomi. È però bene precisare che seppur non ci sia un obbligo formale, è comunque opportuno equiparare, ai fini della applicazione delle norme in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, i lavoratori autonomi alle imprese in coerenza con i principi esposti in modo chiaro nell'intero Testo Unico. Inoltre si ricorda che il Committente resta il responsabile principale in caso di infortunio di un lavoratore autonomo a causa dell'interferenza con l'attività di un altro lavoratore autonomo (si veda a tal proposito la sentenza n. 1770 del 16/1/2009 della Sez. IV della Corte di Cassazione Penale).

• Se in un cantiere opera un'unica impresa, deve essere considerata anche l'impresa nominata per l'installazione del ponteggio ai fini della redazione del PSC?
Certamente. Se viene nominata una seconda impresa a cui viene affidato il solo compito di installare il ponteggio, si potrebbe configurare proprio il caso di presenza non contemporanea di più imprese e quindi si ha l'obbligo di nomina del Coordinatore per la Sicurezza e di redazione del PSC.
Se però in cantiere opera esclusivamente un lavoratore autonomo, allora l'impresa che si occupa di montare e smontare il ponteggio risulterà essere l'unica impresa e, a rigore, non è necessario redigere il PSC (dovrà naturalmente essere comunque redatto il Pi.M.U.S). Si rimanda però al quesito precedente riguardo all'opportunità di nominare comunque un coordinatore per la sicurezza.

• Se deve essere avviato un cantiere dove operano più imprese per opere private con importo di lavori contenuto (minore di 100.000), è obbligatorio redigere il PSC?
L'art. 90 commi 11 del TU 81/2008 riporta:
La disposizione di cui al comma 3 non si applica ai lavori privati non soggetti a permesso di costruire in basealla normativa vigente e comunque di importo inferiore ad euro 100.000.
In tal caso, le funzioni del coordinatore per la progettazione sono svolte dal coordinatore per la esecuzione dei lavori.
Qualora in cantiere operino più imprese, è sempre necessario redigere il PSC; l'art. 90 comma 11 specifica però che per opere private non soggette a permesso di costruire e di importo inferiore a 100.000 euro, il PSC può essere redatto in fase di esecuzione (dal CSE) invece che in fase di progettazione (dal CSP). Se si tratta invece di appalti pubblici o di opere che richiedono il permesso di costruire o di opere con importo lavori superiore a 100.000 euro è obbligatorio redigere il PSC in fase di progettazione.

• Se un'impresa subappalta parte dei lavori di ristrutturazione ad un lavoratore autonomo o ad un'altra impresa è necessario redigere il PSC?
Nel caso l'impresa affidataria dei lavori subappalti ad un lavoratore autonomo alcune lavorazioni, non sarà necessario redigere il PSC, diversamente se subappalta ad una o più imprese il PSC dovrà essere redatto.

Quando è obbligatorio il PSS e chi lo redige?
Il Piano di Sicurezza Sostitutivo (PSS) è obbligatorio in regime di appalti pubblici quando in cantiere è presente una sola impresa e non è quindi necessario redigere il PSC. Il PSS sostituisce ed inclue il POS che non dovrà quindi essere redatto.
Il PSS può comunque essere richiesto dal committente all'impresa affidataria dei lavori, ma non è giuridicamente un obbligo.
Il PSS viene redatto dal Datore di Lavoro dell'impresa esecutrice appaltante; si presti dunque attenzione che mentre il PSC è a carico del Committente, il PSS è a carico dell'Appaltatore.

In sintesi
A maggior chiarezza, si riporta una tabella riassuntiva degli obblighi di redazione dei piani di sicurezza, coerentemente con quanto esposto nel FOCUS.
obblighi di redazione dei piani di sicurezza


Un esempio di PSC con il WIZARD di SCHEDULOG
Si propone un esempio di redazione di PSC per un intervento di riqualificazione energetica di un edificio.
L'opera prevede la posa di cappotto esterno sulle pareti di facciata e la sostituzione dei serramenti per un edificio residenziale.
Per la redazione del piano di sicurezza verrà utilizzato il WIZARD di SCHEDULOG, uno strumento innovativo che riduce drasticamente i tempi di compilazione dei piani: è sufficiente scegliere il tipo di intervento e stabilire le attività che si intende eseguire in cantiere; SCHEDULOG compila automaticamente il piano completo dell'analisi dei rischi dell'area di cantiere e dell'elenco delle lavorazioni da svolgere.